Antivirus e cattive abitudini, quando l’utente minaccia sè stesso

antivirus-cattive-abitudiniInternet nasconde notevoli minacce per utenti e PC però la protezione offerta dagli antivirus, che è indispensabile, spesso non basta.

Il web è stracolmo di articoli che cercano di stilare comparative tra diversi tipi di antivirus, gratuiti e a pagamento, con l’obiettivo di guidare l’utente nella scelta della migliore soluzione di sicurezza informatica per il proprio dispositivo.
Ormai non parliamo più solo di computer (i classici ‘tower PC’) ma anche e sopratutto di telefonini di ultima generazione, gli smartphone, e altri terminali come portatili e tablet.
Molti, con ragione, si domandano se effettivamente vale la pena comprare e installare un buon antivirus per il PC: ebbene la risposta è chiara.
Navigare su Internet, scaricare file, utilizzare reti di intercambio come P2P così come chattare o usare client di posta elettronica, espongono il nostro computer a un’infinità di problemi.
Un buon hacker è in grado di mettere a repentaglio l’integrità della nostra privacy ed il corretto funzionamento del nostro computer.
Per colpa nostra, ovvero, se noi glielo permettiamo.
Se, da un lato, è indispensabile installare un programma antivirus (anche gratuito, meglio che niente) va detto che tali difese (includendo firewall, anti-malware e anti-spyware) possono diventare inservibili dinanzi a un comportamento spregiudicato dell’utente.

“L’unico PC senza virus è un PC non connesso ad Internet” scriveva un famoso ricercatore del CERT qualche tempo fa in una famosa rivista americana dedicata alle nuove tecnologie: un concetto che aiuta a comprendere i rischi che si nascondono nella rete delle reti.
Se installiamo sul nostro computer un paio di programmi di sicurezza, per esempio un buon firewall e un normale antivirus gratuito, non saremo del tutto al sicuro se le nostre abitudini di navigazione e utilizzo del PC non rispettino alcune regole fondamentali.
Un utente che passa gran parte del tempo scaricando materiale illegale, visitando siti per adulti, giocando al poker online, utilizzando diverse caselle di webmail con stesso nome utente o password, prima o poi finirà per cadere in qualche trappola.
Cliccare su un banner pubblicitario fraudolento (appaiono maggiormente sui siti con bassa credibilità, spesso promettendo denaro o incontri amorosi poco realistici), scaricare e avviare un installatore da qualche pagina di download di software, installare toolbar inutili per il navigatore o ritrovarsi un fake file nella cartella dei download del nostro programma P2P, sono tutti episodi che possono mettere in ginocchio le difese del nostro PC.
Quale è la soluzione allora?
A parte scegliere uno tra i migliori antivirus disponibili che fortunatamente il mercato ci offre, dobbiamo iniziare a comprendere che il nostro dispositivo (PC, Mac, Linux o anche iPhone, Android, Windows Phone) non sono solo terminali freddi e impassibili, impermeabili al mondo esterno.
Sono, al contrario, la prolungazione della nostra vita sociale e professionale e, ogni giorni, ci mantengono collegati a un mondo avido di informazioni e dati, con decine di migliaia di persone che faranno di tutto per ottenere benefici da un nostro errore o una svista.
La sicurezza informatica, insomma, dipende solo da noi stessi. E se continuiamo a usare il computer come se fosse un antico telefono, significa che non abbiamo ancora compreso i rischi dell’era Internet.