Lavoro, 780 mila nuovi contratti

Lavoro nuovi contrattiUn nuovo aumento di contratti di Lavoro, è quanto segnala il Ministero del Lavoro in riferimento al mese di maggio, si tratta di un nuovo dato che fa ben sperare per l’economia italiana. Secondo i dati pare che i contratti sono arrivati ad oltre 780 mila, rispetto ai 738 mila dell’anno precedente dello stesso mese. Ma prima di parlare è bene indagare a fondo per capire quanto sono reali questi dati che ci sono stati forniti dal Ministero addetto al ramo lavorativo.

Un segnale positivo e di crescita in un’economia che sembrava ormai distrutta da una crisi che stenta a passare, una crisi che sta colpendo senza pietà la Grecia, ormai in ginocchio, che si trova in una situazione molto particolare e difficile da gestire per l’intera Europa. Un continente, un unione, che ormai ha solo la fama di essere unita perché le spaccature (sotto alcuni aspetti) sono più che evidenti.

Tornando al settore lavorativo italiano c’è da precisare che nei 780.351 nuovi contratti rientrano anche quelli del settore domestico, vale a dire assunzioni per colf e badanti, ma ci sono da sommare anche quelli della Pubblica Amministrazione (dipendenti statali di vario genere). Da sottolineare anche il fatto che i contratti a tempo indeterminato sono solamente 153.633 su oltre 780 mila, tra cui ci sono anche 19.694 di apprendistato e 33.280 sono invece solo delle collaborazioni (di un anno o più, quindi tutto gestito tramite P.Iva), tutto il resto sono contratti a tempo determinato di varia durata (3 o 6 mesi). Assenti i dati, invece, per quanto riguarda la tipologia di contratto, vale a dire part-time o full-time, questi non sono stati comunicati dal Ministero del Lavoro.

Tutto sommato però si tratta di dati dei quali non ci si può assolutamente lamentare perché è sempre un segnale positivo per l’economia italiana che è pronta a riprendere, come un diesel, il suo percorso. Ma a cosa è dovuto questo aumento? Cosa è cambiato rispetto allo scorso anno? Secondo molti la mossa è arrivata dal Jobs Act messo in campo da Renzi, il Presidente del Consiglio italiano (criticato e odiato da molti) è riuscito realmente a dare un segnale positivo e una bella scossa all’Italia?

Al momento, ci si trova in un periodo particolare, staremo a vedere se questi segnali di crescita continueranno nei prossimi mesi o è stato solamente il classico “fuoco di paglia” alimentato con curriculum vitae e qualche lettera di presentazione.