Le riforme su lavoro e Fisco: cosa dovrebbe cambiare?

Lavoro e Fisco: l’obiettivo principale è semplificare. La burocrazia è il nodo gordiano dei problemi principali sul lavoro che stiamo affrontando in questi anni e finalmente si è giunti verso l’obiettivo comune della politica italiana. Proprio per questo sono al vaglio le proposte che potrebbero portare a un grandissimo passo avanti per aiutare le imprese a rilanciarsi e, di conseguenza, anche nuovi posti di lavoro e a salvare quelli che attualmente sono a rischio.
 
L’Agenzia unica per le ispezioni
Tra i punti chiave, senza dubbio, quello di un’unica Agenzia per le ispezioni. In precedenza le Ispezioni potevano essere compiute da diversi enti, dal Ministero del Lavoro, dall’INAIL, dall’INPS o dal Fisco.

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In questa maniera si provocava uno stallo nelle imprese costrette a subire ispezioni quasi quotidiane e a ridurre, quindi, carichi di produzione e successivamente guadagni. Come chiarito sarcasticamente dal Ministro del Lavoro Poletti “Se un imprenditore si arrabbia, ha anche molta ragione nel farlo”. L’Agenzia unica per le ispezioni avrà, quindi, il compito effettuare ogni tipo di ispezione: da quelle per la sicurezza, a quelle relative alla regolarità contributiva e contrattualistica a quelle ambientali.
 
Misure politiche per le tasse locali
Queste, però, non sono le uniche note dolenti della politica. Le nuove riforme riguardano anche le tasse locali. Lo stesso Ministro del Lavoro Poletti, ha definito il combinato Imu TASI, come un “Pasticcio” che costerà in media il 100% in più rispetto all’ICI. Il prelievo fiscale sugli immobili strumentali, in questa maniera, sarà da 8.5 miliardi di euro in questo 2014, contro i 6.9 miliardi di euro del 2013: un dato inammissibile considerando la situazione economica attuale. Proprio per questo, Confesercenti ha chiesto uno sforzo al governo per ridurre considerevolmente questa tassa e limitare il pasticcio.
 
Misure politiche per il rilancio dell’economia
Evidente il crollo della spesa delle famiglie in questi ultimi tre anni, come evidenziato dal Ministro Poletti, solo nel 2012-13 c’è stato un crollo da 28 miliardi e mezzo di euro di spesa da parte delle famiglie. Tra le misure previste per rilanciare la spesa, il Bonus IRPEF in busta paga che nel 2015 vedrà un allargamento strutturale dei beneficiari, aiutando il rilancio dell’economia.